Web Marketing Festival 2016: il punto di vista di uno speaker

Quest’anno ho avuto la fortuna di essere parte degli speaker del Web Marketing Festival, un festival molto interessante sul web marketing in Italia a Rimini, ed il mio primo da speaker di Growth Hacking in Italia di dimensioni così grandi: circa 4000 visitatori in totale.
Devo dirvelo: tanta emozione, tanta soddisfazione ed un bel pubblico.
Un’esperienza che permette di capire in un paio di giorni quali siano gli aspetti più critici di chi si occupa di marketing online in Italia e che ovviamente non dà l’idea solo della domanda ma anche dell’offerta.
Vista la piccola polemica che si è creata subito dopo il festival (marchetta sì, no, speaker senza alcun rimorso spese giusto, no) mi piacerebbe farvi riflettere su alcuni aspetti.

Il Festival 

Un bel festival, bella location e con un sacco di cose da fare e speech interessanti. L’organizzazione può essere sicuramente migliorata e non lo dico da semplice fruitrice, ma anche da organizzatrice di eventi come Secret Sauce ma ovviamente il mio feedback è positivo.
Era, infatti, un peccato che alcune stanze fossero off-limits per motivi di spazio. Ma non solo per il pubblico, anche per noi speaker. Mi sono trovata stipata sul palco, senza un microfono senza fili e il telecomando per le slide che mi avrebbe permesso di coinvolgere direttamente l’audience, passeggiando nella stanza e facendo domande dirette. Non mi piacciono i palchi, ma non ho visto altre soluzioni in quei pochi minuti che mi separavano dall’inizio del mio speech, a parte prendere confidenza con un mini-palchetto dove mi si vedeva appena. Ed, ovviamente l’emozione ha fatto da padrona, anche perché ero molto preoccupata per il mio italiano 😛web-marketing-festival-2016
Nella stessa stanza non ero potuta entrare all’inizio della prima talk per provare appunto microfono, non sapevo nemmeno come si chiamava la moderatrice che non aveva fatto nulla per aiutarmi o per capire le mie perplessità (come invece mi succede quando mi trovo dall’altra parte).
Ho potuto notare poi, come invece altri spazi come l’anfiteatro fossero mezzi vuoti, perché ovviamente enormi, o come fossero più forniti con appunto microfono senza fili e puntatore.
Si tratta di necessità così basiche per gli speaker di un festival che sinceramente non mi ero nemmeno preoccupata di controllare, ma anche qui si impara, saranno informazioni che chiederò sicuramente, prima del mio prossimo talk!

Gli speaker

Anche se cresciuto notevolmente, il web marketing rappresenta comunque un settore di nicchia in Italia, dove i professionisti-consulenti si conoscono tutti alimentando gelosie, un pochino di arroganza e diffidenza, nel vero senso italiano. Arrivando da Londra, ed avendo gran poco a che fare con il mondo italiano, posso notare come le competenze ed gli obiettivi di lungo termine siano quelli che fanno la differenza, e la “marchetta” se anche c’è, ha vita breve. La bravura e le competenze dovrebbero essere essenziali, ma a volte la volontà di “vendersi” e di “farsi vedere” oscura tutto.
E ciò succede ovunque, non solo in Italia.
Lo scopo di questi eventi dovrebbe essere “l’apprendimento” ma non solo per l’audience, anche per gli speaker. Ieri sera parlavo con una signora di 65 anni che 10 anni fa ha imparato come fare rendering 3D per il suo studio di progettazione e design. Tanti progetti li ha seguiti gratuitamente all’inizio, perché sapeva di dover farsi esperienza, e lavorare gratuitamente in un vero e proprio scambio di competenze iniziale è quello che ti permette di crescere, evolvere e specializzarti.
Con questo approccio dovrebbero arrivare sul palco anche gli speaker di un festival che non ricevono nemmeno un rimborso spese, con un senso di condivisione e di scambio reciproco.
Con umiltà e passione.

Quello che facciamo quando organizziamo Secret Sauce è la ricerca della qualità, tentando di coinvolgere speaker che conosciamo direttamente, sicuri delle esperienze che vengono portate all’evento. Le competenze così  come la passione, l’entusiasmo e l’esperienza sono caratteristiche essenziali per avere uno speaker di qualità.
La marketta non dovrebbe essere alla base di questi eventi e sta all’organizzazione tentare di abbassare quanto più possibile queste possibilità, a scapito della reputazione dell’evento stesso.
Ciò non significa “iniziare a pagare gli speaker per aumentare la qualità” ma migliorare l’organizzazione il più possibile per mantenere alta l’asticella di questo evento e le aspettative del pubblico e far sì che non si perda il focus per allargare l’interesse di quanti vengono a Rimini per imparare “tutto”.  E magari tornare a casa con una gran confusione, invece che con pochi concetti ma chiari.

L’esperienza
work-placement-esperienceNon sto puntando il dito contro nessuno, non è una polemica fine a se stessa, ma una critica costruttiva perché credo che in Italia abbiamo sempre più bisogno di eventi così, dove i professionisti possono condividere le loro strategie e consigli a chi voglia saperne di più, e quindi avere a che fare con un pubblico anche molto eterogeneo (ancora più difficile come aspettative).
Quando torno in patria sono molto felice di condividere le mie esperienze con un pubblico anche molto distante da quello a cui sono abituata, mi piace rischiare ma rendere facilmente comprensibile e applicabile il nostro concetto di online marketing.
Quello che non mi piace di quando mi trovo in Italia è che è molto semplice puntare il dito, scrivere un post su Facebook dove si scaricano le responsabilità o si punta il dito verso qualcun altro.
Ma, non è così che si costruisce un progetto! Solo con un processo, un team, e degli obiettivi si riesce a capire dove si vuole arrivare e come si può migliorare, attraverso nuovi piani e strategie.
Ed il progetto c’è, abbiamo un sacco di potenzialità, una creatività pazzesca e se facessimo un pochino di sistema invece di guardare al nostro collega con l’occhio critico, potremmo alzare l’asticella tutti insieme.
Io mi auguro che ognuno di noi con umiltà e perseveranza capisca che possiamo sviluppare un sistema che funziona, che dove finiscono le competenze di qualcuno iniziano quelle di qualcun altro e che non ha senso puntare il dito, ma invece creare collaborazioni e occasioni di apprendimento continuo per tutti. Sarebbe sicuramente tempo meglio speso ❤

Un abbraccione.

Web Marketing Festival 2016 in Italy: what did I learn being a speaker?

After 3.5 years away from Italy, it’s always nice to be back, attending events and meeting people not only working in online marketing. Even if in the past I’ve worked with Italian companies, in the last three years I mainly focused on international projects, that’s why I thought it was time to give it back to the community my passion was born.

My giving-back time has started with a speech at the Web Marketing Festival where I talked about Growth Hacking, having the chance to meet with a lot of people working and interested in marketing.

I was nervous, it was ages I wasn’t having a speech in Italian and wasn’t really sure how people will react. And the organisation of the festival asked me to make my presentation a bit more generic just one week before as it was too specific on tools and tactics. That’s how I am, I thought. But, I agreed to change it.
I tried to enter the room before the first speech. Failed. The room was full.
So, I ended up just waiting for my turn and grabbing some words from the previous speaker.
Green light, it’s my turn. The room was packed, I had a look at my presentation, it was working.
There wasn’t a wifi mic, I had just to stand in front of it on the stage, in front of a computer covering half of my face, I couldn’t move. Panic. The moderator wasn’t doing anything to help.
What should I do? You-just-need-to-breath-and-talk.

learning-motivational-quotesAnd that’s what I did. I didn’t care about the fact people couldn’t really see me. Or the fact that I added too many English words. I just pushed the accelerator and go. I know, sometimes I turned too hard or I asked a silly question and I should have nourished the conversation. You always learn. But if you’re not stepping ahead from your confort zone, you’ll never understand how much you need to steer.
It was fun, got an amazing turnout, a lot of great questions and people met.
But now, it’s time to think. It’s important looking back and understand what I did learn attending the Web Marketing Festival. What can I do to improve myself?

  • Hook the audience & tell your story. I know it’s hard. In my case, extremely hard, as I was feeling completely disconnected with that audience, I didn’t now what they were interested in. But I should have told my personal story, full of memories and hopes.
  • Ask as many questions as you can
    You need to gather information about your audience before starting your speech, so you’re sure you understand their expectations. If you can’t just ask them a lot of information before, for example questions or fun facts. Coming from a country were people don’t really want to know about your story, especially when you talk to small and super specific events, I haven’t thought it was that important. But now, I know it. Especially when you’re in a big festival.
  • Share as many examples as you can
    Practical approaches always win, so better starting with one or two business cases, and then wrapping up to one-two definitions. In my case was a bit too difficult as there aren’t many examples of Growth Hacking strategies apart from social media or online platforms, but probably I’ll add more examples in my next talk. 

    When you learn you always win, you just need to be patient and keep going!