Web Marketing Festival 2016 in Italy: what did I learn being a speaker?

After 3.5 years away from Italy, it’s always nice to be back, attending events and meeting people not only working in online marketing. Even if in the past I’ve worked with Italian companies, in the last three years I mainly focused on international projects, that’s why I thought it was time to give it back to the community my passion was born.

My giving-back time has started with a speech at the Web Marketing Festival where I talked about Growth Hacking, having the chance to meet with a lot of people working and interested in marketing.

I was nervous, it was ages I wasn’t having a speech in Italian and wasn’t really sure how people will react. And the organisation of the festival asked me to make my presentation a bit more generic just one week before as it was too specific on tools and tactics. That’s how I am, I thought. But, I agreed to change it.
I tried to enter the room before the first speech. Failed. The room was full.
So, I ended up just waiting for my turn and grabbing some words from the previous speaker.
Green light, it’s my turn. The room was packed, I had a look at my presentation, it was working.
There wasn’t a wifi mic, I had just to stand in front of it on the stage, in front of a computer covering half of my face, I couldn’t move. Panic. The moderator wasn’t doing anything to help.
What should I do? You-just-need-to-breath-and-talk.

learning-motivational-quotesAnd that’s what I did. I didn’t care about the fact people couldn’t really see me. Or the fact that I added too many English words. I just pushed the accelerator and go. I know, sometimes I turned too hard or I asked a silly question and I should have nourished the conversation. You always learn. But if you’re not stepping ahead from your confort zone, you’ll never understand how much you need to steer.
It was fun, got an amazing turnout, a lot of great questions and people met.
But now, it’s time to think. It’s important looking back and understand what I did learn attending the Web Marketing Festival. What can I do to improve myself?

  • Hook the audience & tell your story. I know it’s hard. In my case, extremely hard, as I was feeling completely disconnected with that audience, I didn’t now what they were interested in. But I should have told my personal story, full of memories and hopes.
  • Ask as many questions as you can
    You need to gather information about your audience before starting your speech, so you’re sure you understand their expectations. If you can’t just ask them a lot of information before, for example questions or fun facts. Coming from a country were people don’t really want to know about your story, especially when you talk to small and super specific events, I haven’t thought it was that important. But now, I know it. Especially when you’re in a big festival.
  • Share as many examples as you can
    Practical approaches always win, so better starting with one or two business cases, and then wrapping up to one-two definitions. In my case was a bit too difficult as there aren’t many examples of Growth Hacking strategies apart from social media or online platforms, but probably I’ll add more examples in my next talk. 

    When you learn you always win, you just need to be patient and keep going!

Un’estate al mareee.. (a lavorare)

L’estate 2016 si presenta densa di novità, perché, cari amici tornerò in Italia per un po’ di tempo ed un paio di collaborazioni.
Dopo infatti aver iniziato a collaborare con Wired Italia (trovate il mio primo articolo qui),  ed avere tenuto un workshop per gli artigiani per il mondo digitale la settimana scorsa a Vicenza, parteciperò infatti al Web Marketing Festival a Rimini con un intervento sui Social media e il Growth Hacking come tecnica per sviluppare il business online e farò un po’ di mentoring qua e là.
E sono molto felice di riprendere i contatti con la realtà italiana!

Molti di voi si chiederanno: ma come, sei matta a rientrare in Italia?
Beh, non rientro ancora in modo definitivo, ma credo sia arrivato il momento di condividere le mie esperienze con il mio pubblico. Che, ovviamente, non è solo quello inglese o internazionale.
Ad un certo punto della carriera di un imprenditore o di un professionista, si sente la necessità di condividere i propri consigli ed esperienze con la community di cui ci si sente parte, ed anche se con Secret Sauce Conference lo facciamo con eventi e workshop, devo dire che non mi basta, visto che mi sento anche parte dell’ecosistema italiano, nel quale ho avuto i primi consigli e le prime esperienze di online marketing.

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Ci sono un sacco di persone che vorrei ringraziare per avermi aiutato a partire ed a capire che l’online marketing era la mia strada, le stesse che hanno aiutato a rispondere ai moltissimi dubbi o quelle che semplicemente mi hanno dato una “pacca sulla spalla”, incoraggiandomi quando non sapevo cosa fare.
Sicuramente ci ho messo anche del mio, esperienza che mi consente oggi di poter lavorare come freelance con un paio startup per alcuni progetti.
Credo ci siano moltissimi professionisti e startup che anche in Italia hanno bisogno di mentoring, consigli e forse anche un po’ di coaching (non preoccupatevi, non è una brutta parola!).
Dopo essere stata al Wired Next Fest ed aver parlato con un po’ di persone, mi sono resa conto di come in Italia tutti parlino di startup ma nessuno abbia veramente idea di come sviluppare il progetto, una volta inquadrato. E credo che le capacità non manchino. Allora, cosa ci ferma? La paura di sbagliare, una mancata visione delle competenze necessarie allo sviluppo del progetto, oppure la mancanza di network?
Vedremo cosa scoprirò!

Sono molto felice di avere il tempo e la possibilità di incontrarvi quest’estate, un po’ di qua e di là. Scrivetemi, ci facciamo uno spritz! Vi lascio con questo video che mi ha messo il mare mood. 😉

ps: Fatemi un fischio se venite al Web Marketing Festival, io sono quella che usa le parole difficili nel titolo 🙂

 

“Ci spostiamo a Sud del fiume.” “Cosa?!!!”

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Da circa un mese ci siamo spostati a  Sud del Tamigi. Dovete sapere che per noi “Londoners”, stare a Sud o a Nord del fiume é molto importante, non perché ci sia una vera e propria categoria, “chi sta a Nord” vs. “chi sta a Sud” ma essenzialmente perché se per tutti é chiaro dove trovare Shoreditch o Oxford Circus, nessuno sa benissimo cosa ci sia a Sud del fiume.
Ma quindi dove andate? Come mai vi spostate? Sono le domande più frequenti.

alessia-camera-londonHo vissuto tre anni a Nord (del fiume) e credo di non essere più la persona che in punta di piedi é arrivata a Londra per imparare l’arte del social media marketing.
Da Camden Town, a Kentish Town e Caledonian Road, ho poi virato a East London, che é stata la mia casa per quasi due anni.
Ho lavorato in social media marketing e community management in startup e multinazionali, e sono stata chiamata a fare la speaker per meetup e conferenze.
Ho partecipato a circa 100 meetup ed eventi di networking, ho lavorato in 5 aziende diverse, ho cambiato 4 case, ho collaborato a otto progetti “nel mio tempo libero” e ho dato nuova vita a Questanonearte.
alessia-camera-geek-life-tech-startups-londonNon accontentandomi solo di social media marketing ho messo le mani in pasta in altri strumenti di online marketing, imparando che “é necessario cacciare i soldi” per acquisire i clienti ma anche che “avere un prodotto che funziona” é più importante di qualsiasi budget o strategia online per accontentare i propri clienti.
Ho imparato che il social media marketing non basta, ma vince l’integrazione con altre strategie assieme ad una pianificazione di progetto.
Ho imparato che la tecnologia ci fa andare avanti ma che la tradizione non deve essere dimenticata.
Ed ora é arrivato il momento di guardare indietro e di fare un ennesimo salto in avanti.

Ci spostiamo perché non sono venuta a Londra per rimanere nello stesso posto (stavo in Italia a quel punto e mi era anche molto più facile).
Ci spostiamo per esplorare, per conoscere posti nuovi e incontrare persone che potenzialmente possono insegnarmi qualcosa di nuovo.
Ci spostiamo perché non siamo piante e se qualcosa non ci soddisfa dovremmo sempre essere pronti a cambiare, spostando le radici verso terreni più idonei a darci nutrimento e cambiando le foglie a seconda delle stagioni e della temperatura.
Ci spostiamo perché voglio arricchirmi di esperienze diverse, delle quali non sono mai sazia.
Ci spostiamo perché il cambiamento é difficile, ma fortifica e ti mette sempre più in relazione con te stesso.

toolbox-unicornIl cambiamento non ci deve spaventare, dobbiamo solo progettare correttamente il salto ed avere una cassetta con almeno gli attrezzi base o sapere come costruircela.

E voi, cosa pensate del cambiamento?

Come far coincidere lavoro & passione?

Ciao a tutti e buon 2016!
Quanti di voi si sono posti come proposito nel 2016 “fai della tua passione il tuo lavoro?
Immagino in tanti. E io ve lo auguro 😉

E visto che ci sono passata e da qualche tempo faccio un lavoro che adoro, frenetico, che mi fa superare le dieci ore giornaliere ma che non mi pesano, mi sento di condividere alcune idee, che mi hanno fatto molto riflettere e crescere.

  1. Non perdete mai di vista l’obiettivo

obiettivo-raggiunto-quote-frasi-di-vitaAnche se sembra impossibile, può succedere. E i motivi possono essere molteplici: incontrate delle persone che vi possono influenzare, vi innamorate di un progetto non vostro, perdete fiducia in voi stessi.
E’ importante rimanere focalizzati sul vostro progetto, anche se a volte, fare dell’altro può aiutarvi ad allargare i vostri orizzonti. Quindi, non tutto è negativo, ma l’importante è non perdersi.
Potete sempre seguire delle strade secondarie, e vedere dei bellissimi paesaggi ma non dimenticatevi qual è la vostra destinazione.

 2.    Il lavoro non è solo passione

E’ fantastico essere appassionati del proprio lavoro. Ma non dimenticatevi che lavorare comprende degli obblighi diversi rispetto a quello che facciamo solo per passione. Ad esempio, chi lavorerebbe gratis?
Non dimentichiamoci che lavoriamo per ottenere una controparte monetaria, quindi nel momento in cui la nostra attività non produce quei “soldoni” che ci servono per vivere vuol dire che lo stiamo facendo male. Attenzione, non significa che non siamo abbastanza bravi, ma magari non siamo così bravi come dovremmo a gestire le entrare, le uscite o la promozione. Essere soddisfatti del nostro lavoro non ci fa pagare i conti, purtroppo.

3.     Imparate ogni giorno qualcosa di nuovo

Sembra facile, ma non lo e’, fidatevi. Dopo una settimana in cui avete fatto mille cose, parlato con mille persone bisogna anche mettere in conto che il weekend diventa l’unico momento in cui ‘potete usare quel tool’ oppure finalizzare quel piano rimasto solo abbozzato. Ovviamente, non sto dicendo che lavorare nei weekend debba diventare la norma, serve sempre un equilibrio, ma se siete appassionati di quello che fate, sono sicura non vi peserà.
Imparare ogni giorno qualcosa di nuovo vi permette di essere sempre sul pezzo e di non chiudervi la  mente, pensando solo all’obiettivo che volete raggiungere.
Vi ricordate quando la Bestia ha imparato le buone maniere e l’amore, anche se non era nella sua natura? Ecco, prendete spunto!200-6

 

Allora, siete pronti a mettere nero su bianco le vostre idee?
Credo che il business plan sia essenziale per questo scopo.

Ma magari ne parliamo la prossima volta, buona settimana! 😉

 

Step out from your comfort zone!

**{Italian version at the end}**

Such a busy time people! But today I’m happy to invite you to step out from your comfort zone.
What’s your comfort zone? I was watching this amazing video by TEDxVicenza where Steve Haley was explaining the same thing. So, I’m not going to explain you, watch him! 😀

So, I hope you watched it ’cause it’s a great one. Step out from your comfort zone means pushing your limits, make mistakes and do everyday something that scares you.
step-out-from-your-confort-zone-london-startup-motivationIf you’re not stepping out your comfort zone, you’re not learning and you’re not growing.
In the last months I’ve been pushing my limits a lot: take on new side projects, a new job (I’m full time with Rentecarlo now, the UK marketplace to rent cars from owners living nearby), planning a crowdfunding campaign, organise an amazing tech conference for early-stage startups and I’ve been speaking to Social Media Strategy Meetups
Sorry, what are you saying? Where do I find the time? I told you I’ve been busy, lol

I’ve been extremely busy but also really satisfied, ’cause I think I’ve learnt more in the last 3 months than in the last year. Stepping out from my comfort zone has allowed me to learn a lot and I’m happy to share this learning with you.

1) Create conversations and collaborations
. Power to people, I think I’ll never stop saying that. And I’m not only talking about the online world, talking with people and sharing ideas is extremely important not only if you want to learn but also understand what you like doing.
2) Say YES. 
Don’t be scared. You’re scared of falling ’cause now you’re feeling really comfortable in your confort zone. Find people who can help you, and never say no. Do one step after the other one, but learn to take risks.
3) Find your energy booster
For sure you have it, somewhere. Find what makes you happy and do it. You won’t believe how much positive and energetic you’ll start to be!

Is there something else you’d like to add? Tell me in the comments, always keen to listen to other points of view!

***

Un periodo super busy! Ma oggi vi vorrei invitare ad uscire dalla vostra confort zone.
Che cosa significa confort zone? Stavo guardando il video di Steve Haley al TEDxVicenza e visto che anche lui esprime esattamente lo stesso significato, vi invito a vederlo:

Spero l’abbiate guardato, comunque, per riassumere uscire dalla comfort zone significa spingersi oltre i propri limiti, commettere errori e fare ogni giorno qualcosa che incute timore, della quale non sei sicuro. Purtroppo (o per fortuna) è vero e rappresenta uno dei pochi modi per imparare e crescere. Ve lo dico sulla mia pelle: negli ultimi mesi ho spinto sull’acceleratore: nuovi side project, un nuovo lavoro (sono full time con Rentecarlo ora, l’online marketplace per affittare l’auto direttamente dai proprietari, una sorta di Airbnb per le automobili), sto pianificando una campagna di crowdfunding, organizzando una tech conference per startup early-stage e sono stata speaker a meetup di social media marketing.
Al di là  di tutto quello che sto facendo, ho imparato tantissimo grazie al fatto di essere coinvolta in tanti progetti, vedere nuove cose e conoscere un sacco di persone. Credo di avere imparato di più negli ultimi tre mesi che nell’ultimo anno.

Ecco perchè vi invito a seguire questi consigli e ad uscire dalla vostra comfort zone, sono sicura ne varrà la pena!

1) Create conversazioni e collaborazioni. Potere alle persone, e credo non smetterò mai di ripeterlo. E non sto parlando solo dell’online, ma del fatto che parlare con le persone e condividere progetti ed idee sia estremamente importante non solo per imparare ma anche per capire che cosa vi piace fare.
2) Dite di SI. 
Non abbiate paura. Se avete paura di cadere è solo perché vi sentite comodi nella vostra comfort zone. Trovate alleati, persone che vi possono aiutare e non dite mai di NO. Fate un passo alla volta, ma imparare a rischiare.
3) Trovate il vostro amplificatore di energia
Sicuramente acne voi avete il vostro energy booster, da qualche parte. Trovate e iniziate a fare qualcosa che vi rende felici. Non crederete alla positività ed energia che avrete in cambio!

C’é qualcosa che vi piacerebbe aggiungere? O curiosità? Usate i commenti e condividete le vostre idee!

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Parliamo di startup, cosa si può imparare da Londra?

La settimana scorsa sono stata in Italia e nonostante il poco tempo a disposizione, ho deciso di andare a trovare qualche amico e fare due chiacchiere, per non perdere tutti i contatti con il mondo del digitale e delle startup in Italia.
Anche se ormai vivo a Londra da più di due anni, infatti, considero comunque l’Italia il mio Paese e sono felice di vedere i progressi che stanno succedendo nel mondo digitale, meno felice di vedere le barriere che vengono costruite dalla burocrazia e dalle lobby parlamentari (esempio il caso Cocontest)
Ho anche avuto modo di fare qualche pensiero che mi piacerebbe condividere con voi, confrontando la la realtà che vivo ogni giorno e quella italiana.
(Ovviamente generalizzerò sulla base delle mie esperienze, quindi non sentitevi chiamati per forza in causa.)

Ad esempio, parliamo della velocità. Ho lavorato con alcuni progetti italiani e altri internazionali, amici creativi e startup early-stage che avevano bisogno di una consulenza con i social media, strategia e branding. Ci sono abissi enormi tra la motivazione, la velocità e la consistenza del progetto.
Qui a Londra il progetto nasce oggi, l’MVP viene avviato subito,  e ha bisogno di risultati immediati da “ieri”. In Italia, invece, il progetto viene avviato su carta, e solo quando il sito-web/app è perfetto va online. Potrebbero anche passare due anni, ma non importa.
Scusate, come non importa? La tecnologia cambia e migliora di giorno in giorno e voi volete sviluppare un progetto che sulla carta può anche funzionare senza sottoporlo ai vostri potenziali clienti da subito? Pensiamoci.
Credo inoltre che l’avvio effettivo sia importante per capire la consistenza del progetto ed evolverlo.
E penso sia facile evolverlo sulla carta.

competenze-job-startup-londra-italiaAltra cosa, le competenze. Qui a Londra il mercato richiede competenze specifiche. Fare customer acquisition è diverso dal fatto di essere uno strategist, un SEO specialist, un social media content planner oppure un PR.  In Italia non solo impariamo che circa, più, o meno è sempre la stessa minestra, ma anche che non servono competenze specifiche. Tutti parlano tranquillamente di principi e valori di comunicazione. Ossia?
E’ come andare al supermercato e dire che hai fatto la spesa. Sì, ok, ma cosa hai comprato?
Sommiamo la mancanza di focus alla lentezza delle startup in Italia e la cosa diventa difficile da gestire.

Infine la motivazione. Si, perche’ non penso basti essere convinti di lavorare su un progetto grandioso “che non possiamo dire a nessuno altrimenti ci rubano l’idea“. Chi sono i nostri utenti? Che problema/necessità volete colmare con il vostro prodotto/servizio?
Il network è fondamentale, così come la condivisione delle proprie idee con altre persone. (Il mio amico Jacopo in questo post esprime molto bene il concetto).
Scusa, cosa stai dicendo? Che il network che abbiamo qui a Londra con le startup non c’è in Italia? Createlo. Gli strumenti sono a disposizione di tutti, impariamo ad usarli per essere competitivi e vincenti.

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London, two and a half years later

Yeah, it’s been two and a half years I’m living in London. So, why not celebrating with a brand new blog? Yep, another one. Why not? Lol.

Well, first promise: I won’t write anything related to food, best things to do, to see or eat in London. ‘Cause there are already a lot of amazing travel bloggers talking about it.

Second promise: I won’t write anything related to art ’cause I have already a space to telling you about it which is This is Not Art (and that’s also where I wrote about startups in the past).

My experience in London is mainly related to online marketing, innovation, startups, geek people, disruptive projects, networking events. That’s why I moved: learning. And that’s why I’m still in love with this city: opportunities. I can’t get bored.

So, as my memory is limited sometimes..(I’m eating a lot of fish but it’s not enough! :D)
I’ll use this blog to keep track of everything I’m doing, project involved, tools & app I’m trying..so, follow me, if you can! 😀

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***

C’è chi dopo due anni e mezzo a Londra compra casa,  torna a casa oppure inizia una nuova vita. Io, semplicemente, apro un altro blog.  Perchè no?

Promessa n.1: non scriverò nulla relativo a: cibo o articoli tipo “le migliori cose da fare, da vedere, da mangiare a Londra”. Ci sono già dei bravissimi travel blogger che ci pensano.

Promessa n. 2: non scriverò nulla inerente all’arte perchè ho già uno spazio per parlare dei progetti che reputo interessanti: Questa Non È Arte (e anche dove trovate alcuni articoli su progetti innovativi nella sezione Arte in Partenza).

E quindi, di cosa tratterà questo blog? Visto che la mia esperienza a Londra ruota attorno all’online marketing, tool, eventi, startup, progetti, networking, ho pensato di raccontare tutto quello che mi colpisce di più. Dopo due anni e mezzo ho imparato a scoprire  quali sono gli eventi piú interessanti. E l’insieme di tutto ciò che mi ha spinto a venire qui: la possibilità di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo e di avere sempre nuove opportunità.

E siccome la mia memoria è limitata..ho pensato di raccogliere qui tutto quello che leggo, che faccio e i progetti che seguo..quindi seguitemi, se ci riuscite! 😀

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ps: non troverete tutti gli articoli sia in italiano che in inglese, dipende dalle situazioni. Fa parte del multitasking! lol